Autoritratto o Selfie? Arti Visive

Autoritratto o Selfie?

L’Associazione La Stazione della Musica, con il patronicio della Provincia di Varese e dell’Ufficio scolastico per la Lombardia, e in collaborazione con il Comune di Besnate, l’Associazione Culturale Stefano D’Orto, e con la partnership con Rete 55 e Libreria Boragno promuove il quinto concorso fotografico “AUTORITRATTO O SELFIE?” con lo scopo di:

– diffondere e promuovere sul territorio la cultura della fotografia come forma d’arte;

– promuovere nuovi talenti emergenti nel campo della fotografia;

-identificando nell’autoritratto l’antenato del selfie, si vuole seguire il filo rosso che nella storia della pittura si dipana lungo i massimi nomi della storia dell’arte, Leonardo, Velázquez, Rembrandt, i novecenteschi Bacon e Warhol per toccare la storia della fotografia, con nomi quali André Kertész e Francesca Woodman per giungere fino ai selfie di cui noi stessi siamo protagonisti. I fotografi anch’essi artisti, al pari dei pittori, sono stati ossessionati dal desiderio di non scomparire senza lasciare traccia dietro di sé. Potremmo anche dire “Dal dagherrotipo al selfie”. Cosa si può intravedere dietro questa inflazione dell’esibizione dell’immagine di sé: una democratizzazione del narcisismo? Il segno del passaggio da una società aristocratica in cui pochi e grandi artisti affermano il loro status attraverso l’autoritratto che li eguagliava ai monarchi da loro ritratti, ad una società borghese in cui l’autoritratto fotografico si diffonde fino alla società di contemporanea globale in cui con il selfie ogni uomo/massa rivendica l’esigenza di trasformarsi da consumatore a “produttore di cultura. La piena realizzazione quindi della profezia di W.Benjamin sulla perdita dell’aura dell’opera d’arte che con la riproducibilità tecnica, caratteristica innata del mezzo fotografico, ha un potenziale rivoluzionario capace di ridefinire il rapporto tra l’arte e le “masse”.Nell’epoca dell’identità fluida e mutevole quale domanda esprime allora l’effimera identità del selfie, arte folk dell’era digitale, rispetto alla grande e antica costruzione del sé dell’autoritratto pittorico e fotografico pur passata attraverso il ‘900 del Narciso infranto? Da privilegio di pochi artisti a merce da discount alla portata (di braccio) per tutti? Ma anche qual è la continuità tra questi due orizzonti dell’istituzione artistica del ritratto di sé? forse la muta supplica “Tu che mi guardi, tu che mi racconti”, o “questo è il mio corpo”? o anche “Chi sono io?” o lo shakespeariano “Ricordati di me…”.


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Scadenza: 24.3.2019

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